Delivery per ristorante: conviene o ti sporca il menù

Il delivery non aggiunge solo vendite. Cambia i piatti che hanno senso, i nomi, i tempi, il packaging e quello che la brigata fa mentre la sala è piena.

Per alcuni locali è estensione logica. Per altri è un canale che sporca identità, operatività e margine. La commissione della piattaforma è solo la parte visibile.

Tre domande prima di aprire il canale

  1. Quali piatti arrivano interi dopo venti minuti in scatola?
  2. La cucina tiene sala e delivery nella stessa ora, o una delle due diventa un'attesa?
  3. Dopo commissione, packaging e sconto di benvenuto, resta un margine? I margini del locale si leggono così, non sullo scontrino lordo dell'app.

Se la risposta alla prima è «quasi tutti», stai mentendo. Se la risposta alla terza è «non l'ho calcolato», non aprire. Confronta con l'asporto, che pesa meno. Poi, se tieni il canale, adatta la carta: menù per delivery.

Idea chiave

Il delivery è un secondo locale. Se non ha un menù suo, userà quello di sala — e lo rovinerà.

Scritto da Marco Azzari